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Per arrivare
alla Fattoria Prattico
in auto si consiglia
l'autostrada A1 Roma-Napoli,
uscita San Vittore.
Dopo
aver svoltato sulla destra
si percorre la SS 430
"Valle del Garigliano"
fino al km 17 + 100.
Un cartello pubblicitario,
apposto
sul lato destro della carreggiata,
indica l'ingresso
della Fattoria di Claudio Prattico.
 

 

 

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Aggrappata a un piccolo colle ai piedi del monte Camino, Rocca d'Evandro domina con il suo antico castello l'ampia vallata del Garigliano. Dalla fortezza del decimo secolo, arroccata in cima al borgo, lo sguardo va ai  monti Ausoni, al monte Cairo, alle Mainarde: che delimitano un territorio di straordinario interesse paesaggistico e storico.
Le origini del paese sono lontanissime e incerte, così come quelle del suo nome. Molto prima dell'anno mille esso è  noto come  "Rocca di Bandra" o "Rocca di Vandra"; e in un documento dell'11 luglio 961 se ne attesta la cessione, da parte dei principi di Capua e Benevento, Pandolfo e Landolfo III, al Monastero di San   Salvatore. Nel 1117 e nel 1343 due terremoti devastano il paese, assieme a molti altri centri della zona tra cui Montecassino. Completamente ricostruita, la Rocca attraversa secoli difficili. La sua posizione strategica è causa di contese aspre tra contendenti vari; e nel XIV secolo gli abati di Montecassino riescono a impossessarsene.
Agli inizi del Cinquecento, assieme a Camino e Mignano, Rocca d'Evandro è tra i  possedimenti di Ettore Fieramosca, l'eroe della Disfida di Barletta. E nel 1534, conquistato il Regno di Napoli, Carlo V ne fa dono alla famosa poetessa Vittoria Colonna per aver mandato dal castello d'Ischia viveri ed esploratori a Napoli durante l'assedio del Lautrec. La storia di Rocca d'Evandro si identifica, in gran parte, con quella del suo castello. E' solo nei secoli XVII e XVIII che la fortezza, attraverso lunghi lavori di restauro e ampliamento, assume le caratteristiche attuali. Nel 1980 il Comune lo acquista e vi insedia il Museo della civiltà del fiume e della cultura contadina: con reperti dell'età preistorica, romana e medievale. Importante   testimonianza del periodo romano sono anche i resti diun approdo vinario venuti alla luce in località Mortola, nella zona cosiddetta di Porto di Mola. Monumenti di rilievo del centro cittadino e dei dintorni sono la Chiesa di Santa Maria Maggiore, con un bellissimo altare e un coro ligneo del '700; la Chiesa del Farneto, dello stesso periodo; il seicentesco Santuario di Monte Camino a oltre 1000 metri di altezza, raggiungibile soltanto a piedi; l'Eremo dell'Eterno Padre a Vallevona (XVI secolo); la Chiesa di Santa Maria di Mortola, vicino Suio, e i ruderi quattrocenteschi della Cappella di San Tommaso.

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