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Aggrappata
a un piccolo colle ai piedi del monte Camino, Rocca d'Evandro domina con il suo antico
castello l'ampia vallata del Garigliano. Dalla fortezza del decimo secolo, arroccata in
cima al borgo, lo sguardo va ai monti Ausoni, al monte Cairo, alle Mainarde: che
delimitano un territorio di straordinario interesse paesaggistico e storico.
Le origini del paese sono lontanissime e incerte, così come quelle del suo nome. Molto
prima dell'anno mille esso è noto come "Rocca di Bandra" o
"Rocca di Vandra"; e in un documento dell'11 luglio 961 se ne attesta la
cessione, da parte dei principi di Capua e Benevento, Pandolfo e Landolfo III, al
Monastero di San Salvatore. Nel 1117 e nel 1343 due terremoti devastano il
paese, assieme a molti altri centri della zona tra cui Montecassino. Completamente
ricostruita, la Rocca attraversa secoli difficili. La sua posizione strategica è causa di
contese aspre tra contendenti vari; e nel XIV secolo gli abati di Montecassino riescono a
impossessarsene. |
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Agli inizi del Cinquecento,
assieme a Camino e Mignano, Rocca d'Evandro è tra i possedimenti di Ettore
Fieramosca, l'eroe della Disfida di Barletta. E nel 1534, conquistato il Regno di Napoli,
Carlo V ne fa dono alla famosa poetessa Vittoria Colonna per aver mandato dal castello
d'Ischia viveri ed esploratori a Napoli durante l'assedio del Lautrec. La storia di Rocca
d'Evandro si identifica, in gran parte, con quella del suo castello. E' solo nei secoli
XVII e XVIII che la fortezza, attraverso lunghi lavori di restauro e ampliamento, assume
le caratteristiche attuali. Nel 1980 il Comune lo acquista e vi insedia il Museo
della civiltà del fiume e della cultura contadina: con reperti dell'età preistorica,
romana e medievale. Importante testimonianza del periodo romano sono anche i resti
diun approdo vinario venuti alla luce in località Mortola, nella zona cosiddetta di Porto
di Mola. Monumenti di rilievo del centro cittadino e dei dintorni sono la Chiesa di Santa
Maria Maggiore, con un bellissimo altare e un coro ligneo del '700; la Chiesa del Farneto,
dello stesso periodo; il seicentesco Santuario di Monte Camino a oltre 1000 metri di
altezza, raggiungibile soltanto a piedi; l'Eremo dell'Eterno Padre a Vallevona (XVI
secolo); la Chiesa di Santa Maria di Mortola, vicino Suio, e i ruderi quattrocenteschi
della Cappella di San Tommaso. |
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